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Giro in Bici: La Grande Bonifica 46 km

Itinerario proposto da Beppi Enzo; testo e immagini a cura di Gianni Murer; mappa di Flavio Boccato e Mario Dotta.

Pedalando lungo i numerosi fiumi e canali che solcano il territorio della Grande Bonifica, nel Veneto Orientale, ci si rende conto di essere immersi in un paesaggio nuovo e quasi artificiale segnato dalla presenza di arginature, strade poderali, ponti girevoli ed impianti idrovori con architetture di pregio. Tantissimi i punti di interesse del territorio, paesaggi, fiumi, aziende agricole, opere idrauliche e la pineta litoranea della laguna del Mort.


Percorso prevalentemente in sede protetta, spesso sterrato e in gran parte tabellato di circa 46 km, con partenza e arrivo fissati al Museo della Bonifica di San Donà di Piave. I lunghi tratti di sterrato (in totale circa 6,3 km) rendono necessario l’uso di city-bike o mountain-bike.

Partenza/Arrivo: San Donà di Piave, Museo della Bonifica (MUB). Volgendo le spalle al MUB si procede a sinistra e poi subito a destra per Via Code fino all’incrocio con Via Bassa Isiata. Qui si svolta a sinistra e, dopo circa 2 km, ancora a sinistra per Via Isiata giungendo nel centro dell’omonima frazione. Si prosegue quindi a destra pedalando per circa 1,5 km sulla trafficata e stretta strada provinciale fino al ponte sul canale Ramo. Dopo l’attraversamento si gira a sinistra in Via Tiepolo e dopo circa 2,5 km, si attraversa la Provinciale 54, con molta attenzione! A questo punto si può vedere, sulla sinistra, l’idrovora di Cittanova, che è il più antico impianto di pompaggio del territorio, la cui prima costruzione risale al 1903. All’interno di questo manufatto si ha la possibilità di constatare che questo territorio si trova al di sotto del livello dell’acqua dei canali collettori principali. Infatti volgendo lo sguardo sul canale Ramo, dal quale l’idrovora preleva l’acqua, e poi osservando, dalla parte opposta, il canale collettore Brian ci si rende conto che le acque di quest’ultimo scorrono alcuni metri sopra il piano campagna. Lasciata l’idrovora si continua in destra, ai piedi dell’argine del canale Brian, per Via Cittanova, strada con fondo in ghiaia che solo in prossimità della frazione di Stretti diventa asfaltata.
Giunti al ponte che attraversa il Brian si continua a destra, oltrepassando la rotonda ma rimanendo sulla Provinciale 57 che si abbandona dopo circa 1 km per voltare a sinistra per Via Stradone II. Questa tipica strada di bonifica è un tranquillo e lungo rettilineo di circa 3,5 km al termine del quale si svolta a destra sulla trafficata provinciale “Triestina Bassa”: la percorriamo per circa 1,5 km con la massima attenzione perché questo è il tratto più pericoloso dell’intero percorso. Subito dopo la chiesa di Valcasoni si gira a sinistra e, costeggiando il canale Ongaro, si arriva in località Senzielli. Qui si svolta a destra in una strada sempre con fondo in ghiaia (Via Cavanella) che corre a sinistra del canale Senzielli. Si arriva a questo punto in via Sette Casoni e girando in destra si continua per circa 1 km, passando davanti all’Azienda agricola La Spiga famosa per la sua produzione di noci di tipo Lara. Proseguendo diritti si attraversa un ponte continuando a sinistra per Via Valle Tagli. Sulla sinistra, oltre il canale, si può vedere il vasto noceto della tenuta La Spiga. Via Valle Tagli ha una lunghezza di ben 5,6 km e attraversa una delle più belle zone di bonifica. Alla fine di questa strada si attraversa la trafficata provinciale San Donà/Caorle e alla sinistra si può ammirare la bellissima idrovora “del Termine”: edificio con mattoni faccia a vista, merlature e particolari architettonici che richiamano l’epoca industriale di fine 1800. Con le spalle all’idrovora si continua in destra, in via Pollastrona godendo di un paesaggio pregevole lungo il canale Brian. Lasciato, sulla destra l’abitato, di Brian si continua per Via Fagiana, passando di fronte alla tenuta agricola La Fagiana, famosa per le sue risaie. Qui è possibile fermarsi allo spaccio aziendale per acquistare sia il riso che altri prodotti dell’azienda.
Continuando su via Fagiana si giunge a Torre di Fine (frazione di Eraclea) dove troviamo un’altra bella idrovora, costruita nel 1925, e un caratteristico porticciolo fluviale sul canale Revedoli. Continuando lungo la riva destra del Revedoli, si oltrepassa l’abitato omonimo e quindi si svolta a destra (via Giovanni Pascoli) pedalando sulla sommità dell’argine del fiume Piave. Questa strada arginale con il suo ultimo tratto di pista ciclabile che sottopassa la Triestina Bassa, ci porta in centro a Eraclea. Da qui attraverso Via G. Marconi e Via Melidissa si arriva in via Marco Polo alla fine della quale si svolta a sinistra per Via Toscanini. Dopo circa 900 m si gira in destra per Via Paluda e, dopo altri 900 m, a sinistra, poco prima dell’abitato di Paluda, per una strada bianca che ci conduce in Via Coda di Gatto. Percorriamo questa via verso destra fino ad incrociare Via Bernini: di nuovo a destra fino a tornare al ponte sul canale Ramo attraversato ad inizio del giro. Girando a sinistra si ritorna ad Isiata e si segue la ciclabile che ci riporta al punto di partenza.

Riferimenti a siti di interesse:
_Museo della Bonifica (MUB, San Donà di Piave)
_Museo del Paesaggio (Boccafossa, Torre di Mosto): https://museodelpaesaggio.ve.it/
_Consorzio di Bonifica Veneto Orientale: http://www.bonificavenetorientale.it/il-consorzio/
_Tenuta “La Spiga” (Torre di Fine): www.cuordinoce.it
_Azienda Agricola “La Fagiana” (Torre di Fine): www.lafagiana.com/it